cake and lemon jam

 

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Salto i preamboli e le giustificazioni della mia lunga assenza, capitano anche quei periodi in cui uno non ha il tempo di cucinare-fotografare-bloggare. Ma ora si ricomincia, e con una ricetta che adoro, e che credo riproporrò in mille varianti. Partiamo dal fatto che io un cake non l’avevo mai fatto, e che quando ho trovato questa ricetta di Martha Stewart ho pensato “Certo che se è come quelle della Moroni è un tentativo inutile…”. Invece no! Il cake nonostante la totale assenza di agenti lievitanti è cresciuto, non da diventare soffice come un plum cake, ma di quel soffice compatto sbricioloso, che lo rende perfetto sia così da solo, che inzuppato in un thè o in un cappuccino, oppure, magari dopo qualche giorno se si secca un pochino, affettatelo, tostatelo e spalmatelo con un velo di burro.(Sempre che duri fino al punto di asciugarsi 😉 ). E’ vero, mi chiederete perchè le albicocche secche quando è stagione di albicocche….semplicemente perchè volevo la consistenza asciutta tipica dei pound cakes inglesi, con la frutta fresca si sarebbero create delle parti più umide e avevo dubbi sul risultato finale, ma proverò anche con la frutta fresca,ora che ho scoperto i cake….e chi mi ferma più!! 😉 Poi c’è la marmellata di limoni. Io non l’avevo mai fatta, e devo dire che con la ricetta della nonna viene benissimo, premetto che non ne sono una grandissima fan, ma cosa fare con i 3 chili di limoni biologici che mi avevano regalato?!?! 🙂

 

Cake con albicocche secche e mandorle

240gr di burro morbido

300gr di farina

180gr di zucchero

4 uova

sale

due cucchiai di crema di mandorle

due cucchiai di farina di mandorle

15 albicocche secche ( qui fate voi, dipende da quanto lo volete ricco 😉 )

 

Per prima cosa accendete il forno statico a 180°, imburrate e infarinate una teglia da plum cake, o rivestitela in carta da forno e mettete le albicocche a rinvenire in una ciotolina con acqua calda e se volete un liquore a scelta ( io ho usato l’amaretto).

In una ciotola abbastanza capiente mettete il burro morbido , il pizzico abbondante di sale e lo zucchero. Lavorate con la frusta elettrica, o nella planetaria, per almeno 6-7 minuti. Deve diventare davvero gonfio e spumoso. Ora unite i due cucchiai di crema di mandorle, sempre a temperatura ambiente, e lavorate un altro paio di minuti. Aggiungete poi le uova, una alla volta , poi montate altri 4-5 minuti il tutto. E’ molto importante che sia tutto ben montato perchè nel cake non c’è lievito. Quando l’impasto sarà gonfio e spumoso, unite la farina di mandorle, mescolando con cura con una spatola dal basso verso l’alto,  la farina setacciata, e, se volete, della buccia di limone. Non mescolate troppo per non smontare il composto, ma fate attenzione che la farina sia ben amalgamata al tutto.  Ora scolate le albicocche dal liquido caldo, tagliatele a pezzettini, infarinatele leggermente e unitele all’impasto. Versate nello stampo, decorate se volete con qualche mandorla e infornate per  60 minuti, facendo comunque dopo i 50 minuti la prova dello stuzzicadenti. Ogni forno è diverso dall’altro, quindi la cosa migliore per il tempo di cottura è provare.

 

Marmellata di Limoni

1 kg di limoni biologici non trattati e ben lavati con una spugnetta per i piatti (nuova ,ovvio 🙂 )

800 gr di zucchero semolato

 

Primo giorno : lavare e affettare sottilissimamente i limoni ( 2 -3 mm di spessore,un lavoraccio 😉 ) , eliminando i semi e tagliando ogni fettina in 4. Metteteli in una ciotola, copriteli a filo di acqua fredda , coprite con della pellicola e scordateveli li sul mobile della cucina per 24 ore.

Secondo giorno : scolate i limoni, conservando l’acqua di macerazione. Quest’acqua  la porterete a ebollizione, la riverserete nella ciotola sui limoni e vi dimenticherete nuovamente il tutto per altre 24 ore.

Terzo giorno : Ci siamo. Scolate i limoni, stavolta l’acqua potete buttarla. Fate bollire dell’altra acqua in  una pentola, quando bolle buttateci i limoni e fate sobbollire per 10 minuti. Passati i 10 minuti scolateli. Nel frattempo, preparate in una pentola capiente  uno sciroppo con 800 gr di zucchero e 250 gr di acqua. Quando è pronto,e quindi è un liquido viscoso e trasparente, versateci i limoni e fate cuocere a fiamma bassa per un’oretta. Non fatevi ingannare, la marmellata di limoni si addensa TANTISSIMO freddandosi, quindi se vi sembra troppo liquida non preoccupatevi, altrimenti rischiereste di ritrovarvi con una mappazza durissima, una volta freddata. Riponetela bollente nei vasetti sterilizzati, chiudeteli e  metteteli in una pentola piena d’acqua bollente. Fate bollire i vasetti così coperti d’acqua per mezz’ora, poi spegnete il fuoco e lasciateli nella pentola finchè l’acqua non sarà fredda. Ora tirate fuori i vasetti dalla pentola e ricordtaevi di etichettarli con giorno, mese e anno. Buona marmellata 😉

Comfort Apple Crumble

maggio 19, 2009

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L’apple crumble è uno di quei dolci in realtà da sere autunnali, da dessert all’ultimo minuto, basta avere in casa una mela, che poi la farina e il burro cel’abbiamo sempre..vero? 🙂 A me piace da matti anche in estate, mangiato magari la sera in terrazza, con sopra una pallina di buon gelato alla vaniglia. Cremoso freddo del gelato, friabile del crumble, morbidezza e dolceza della mela…una roba da estasi…. cioè, stiamo scherzando? A parlare di sto coso quà, ci vorrebbe il bollino  rosso “vietato ai minori”. Ma noi siamo italiani, e perchè non aggiungere qualcosa alla ricetta così ammerrigana? Una generosa spruzzata di passito di pantelleria mentre le mele vengono spadellate.

Per 4 persone

Per le mele

4 mele renette

80 gr di zucchero di canna (io ne uso 60 però, mi piace meno dolce)

60 gr di pinoli

30 gr di burro

un paio di manciate di uvetta ( con l’uvetta, si va sempre a gusto personale, secondo me…)

un bicchiere di passito di pantelleria ( volete provare col vin santo?? provate pure, e fatemi sapere 😉 )

una stecca di cannella

2 cucchiaini di cannella in polvere

Per il crumble

120 gr di farina

100 gr di burro freddo

100 gr di zucchero di canna

1 pizzico di fior di sale

 

Sbucciate le mele e tagliateli a tocchettini non troppo spessi (ma neanche troppo sottili…). In una padella fate scaldare il burro, uniteci le mele, lo zucchero ,l’uvetta e la stecca di cannella. Fate rosolare 2-3 minuti, dopodichè irroratele con il passito, e fate cuocere una decina di minuti a fuoco lento. Unite i pinoli e proseguite la cottura altri 5 minuti.Se il liquido durante la cottura  dovesse restringersi o caramellare troppo aggiungete dell’acqua. Lasciate intiepidire.

Nel frattempo unite il burro, la farina, il fior di sale  e lo zucchero “pizzicandoli” tra le dita fino a ottenere un composto sbricioloso. In une teglia, o in 4 stampini individuali, sistemate uno strato di mele e il loro sciroppo, e poi ricoprite interamente con il crumble. Infornate a 180° per circa 15 minuti, o finchè  vedrete il crumble bello dorato. Ora schiaffateci sopra a generous scoop of old fashioned vanilla ice cream. Oh, so decadent.

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Con il gelato….

 

 Con questa ricetta partecipo alla raccolta/concorso “I dolci più buoni del mondo” di Imma

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tartareAmo il pesce crudo, freschissimo, poco condito, che sa proprio di mare. E’ un sapore che apprezzo fin da bambina, quando al ristorante i cuginetti  e gli amichetti ordinavano  pennette al pomodoro e hamburger, io mangiavo i carpacci di pesce, scampi e ostriche con i grandi. E’ stato amore al primo incontro, avrò avuto si e no sette anni, in un ristorante vicino Piazza Farnese. Tutt’ora seleziono i ristoranti in cui mangiare in base ai loro crudi di pesce. E quando vedo del bel pesce fresco, non  resisto al portarne un pochino a casa per prepararmi il pranzo, anche se sono sola 😉 La mia unica avversione, è nei confronti di quel tonno violaceo e insanguinato, con quel sapore così pungente. Ecco, quello non riesco proprio a mandarlo giù, crudo o cotto.  Insomma, questa ricettina è stata il mio pranzo di ieri, sono a dieta è vero, ma mica ho voglia di deprimermi!! Tra l’altro il fruttivendolo aveva certi poodori datterini rossissimi e dolcissimi, e qualche giorno prima avevo acquistato della senape antica, che fino ad oggi avevo solo mangiato insieme alla carne,perchè non metterne un pochino nella mia tartare? Provatela, è davvero un tripudio di sapori, e zero sensi di colpa!

Ps  Quando il pesce è buono, non serve molto condimento, la quantità di olio e limone è veramente minima, ma voi potete variare secondo i vostri gusti!

Tartare di tonno alla senape antica con pomodorini confit (per 4 persone)

Per la tartare

400 gr di filetto di tonno freschissimo

un cucchiaino e mezzo di senape antica

un cucchiaio di olio extra vergine d’oliva

mezzo cucchiaino di succo di limone

fior di sale

un pomodoro rosso spellato, privato dei semi e fatto a dadini piccoli

Per i pomodorini confit

32 pomodori datterini ( ne ho contati 8 a persona, ma poi fate voi 🙂

2 cucchiaini di zucchero

fior di sale

basilico tritato

olio extra vergine d’oliva

 

Iniziate preparando i pomodori. Lavateli e tagliateli a metà,disponeteli in una teglia foderata con della carta da forno. Conditeli con il sale, lo zucchero, un filo d’olio e il basilico. Infornate in forno già caldo a 80-100° per un’ora. (In realtà più è lenta la cottura e meglio è, devono appassire e candirsi delicatamente, infatti i miei, fatti in fretta e furia, non erano dei migliori).

Tritate grossolanamente il tonno, mi raccomando a coltello, non al mixer. Sistematelo in un ciotola. Al momento di servire uniteci l’olio, il sale, il limone, la senape, il pomodoro a dadini. Disponete nei piatti insieme ai pomodorini, pronto! Magari con un buon bicchiere di vino bianco profumato…

La parmigiana summer chic

maggio 13, 2009

summer eggplants

 

D’estate vanno forte i piatti leggeri e profumati. Ok, la parmigiana no, è tutt’altro che leggera, ma con alcuni piccoli accorgimenti, ed in versione mignon si può trasformare in un perfetto antipasto per una serata estiva. La vedrei bene a dire la verità, anche come aperitivo. La ricetta è di quelle sceme sceme. Affettate sottile per la lunghezza una melanzana, fate stare le fette qualche ora cosparse di sale in un colapasta con un peso sopra per fargli perdere l’acqua di vegetazione. Poi sciacquatele accuratamente una ad una  ed asciugatele. Grigliatele su una piastra ben calda finchè non saranno morbide. Una volta pronte prendete una fetta di melanzana, spalmatela con un pochino di salsa di pomodoro fresco, una fettina sottile di mozzarella (io ho usato quella di bufala perchè cel’avevo in casa, ma anche un fiordilatte funziona), una fogliolina ben lavata di basilico, un pizzico di parmigiano grattuggiato e arrotolatela a formare un involtino che chiuderete con uno stuzzicadenti. Ripetete per tutte le fette di melanzana, trasferite tutti gli involtini in una pirofila, conditeli con un filo d’olio extra vergine d’oliva e poco fior di sale ( io in realtà ho utilizzato un sale affumicato),  passate in forno caldo a 200° per 5 minuti. Pronti per essere serviti, magari con due scaglie di ricotta salata, o pecorino… buoni, veloci, e, in fin dei conti, quasi light!

pretty in pinkMettete una bellissima domenica di sole, mettete che è la festa della mamma,  mettete che la domenica le diete non esistono e ci si può concedere quasi tutto, mettete che le  peonie sbocciano bellissime nella loro delicatezza, mettete la nuova piastra per waffles acquistata alla lidl per soli 13,99 euri 🙂 …. ecco che prende forma una colazione sostanziosa, buonissima, coloratissima. Una gioia per gli occhi e per il palato. Questa è la ricetta dei waffles della famiglia che mi ospitava in america, che poi è la stessa che utilizzavano per i pancake, basta fare delle frittelline in una padella antiaderente, invece di usare la piastra per i waffles. Non confondiamoli con i gauffres, che sono fatti si nella stessa piastra, ma con un impasto diverso, lievitato con del lievito di birra.Io li ho serviti con una composta di fragole, succo d’arancia e vaniglia, e un bel cucchiaio di panna montata profumata con dei semini di vaniglia, ma anche con burro e sciroppo d’acero, o una confettura allungata con un pochino d’acqua e intiepidita vi assicuro che non sono male 😉

Ah… sapevate che potete prepararli in anticipo, congelarli e al momento dell’uso passarli ancora congelati al microonde (avvolti in un foglio di scottex), e saranno come appena fatti?

 

Per 4 waffles (contatene un paio a persona, poi fate le dovute moltiplicazioni per aumentare le dosi… )

4 uova

120 gr di farina

60 gr di latte

1 cucchiaino di lievito per dolci

1 pizzico di sale

Sbattete le uova con il sale, unite la farina e il lievito, sbattete bene per eliminare i grumi, aggiungete il latte e mescolate bene. Cuoceteli nella piastra ben calda o per i pancakes su una padella antiaderente senza aggiungere olio o burro. Quando saranno ben dorati (3 minuti per lato) saranno pronti per essere serviti.

 

Composta di fragole

150 gr di fragole

40 gr di zucchero

il succo di mezza arancia

mezzo baccello di vaniglia

In un tegamino mettete le fragole lavate e fatte a pezzetti con il succo d’arancia, lo zucchero ed il baccello di vaniglia aperto a metà. Fate scaldare e poi cuocere per 8-10 minuti dall’ebbolizione.Fate raffreddare.

Per la panna

50 gr di panna liquida

mezzo baccello di vaniglia

Montate la panna, in un contenitore feddissimo preferibilmente di metallo( mettete contenitore e fruste in freezer 10 minuti prima di montare la panna), quando sarà semimontata unite i semini estratti dal beccello di vaniglia, finite di montare la panna completamente.

 

Ora è tutto pronto, non vi resta che viziarvi con questa colazione stupenda 

  peony

Insalata telegrafica

maggio 7, 2009

 saladPost telegrafico come la ricetta. Preparare un’insalata mista (per l’amor di Dio usate insalata fresca in cespo e pulitevela da voi). Unire dei lamponi e del caprino fresco a tocchettini. Condite con del fior di sale e un vinaigrette fatta con olio extra vergine d’oliva, aceto balsamico e senape antica. Un’idea freschissima, veloce e gustosa per un leggero pranzo estivo.

dessert-daniaTornando al discorso Slow Fish, con la combriccola del cavoletto si parlava (non molto bene in effetti) dell’uso del suddetto formaggio cremoso nelle cucine dei grandi chef, ed anche in quelle di casa. Dania, simpaticissima moglie di Massimo , e voce fuori dal coro, raccontava come nella sua Cuba invece questo formaggio cremoso fosse alla base di tantissimi piatti e golosissimi desserts. La cosa in effetti non mi sorprende,anche  io nonostante ne sparli, la glassa al cream cheese me la farei direttamente in vena. Insomma, la sfida c’era. Usare il famigerato philadelphia e trasformarlo in un piatto che non farebbe storcere il naso a nessuno.E forse ci sono quasi riuscita. Ho preso spunto sempre dai racconti di Dania, infatti questo dolce al cucchiaio  lo dedico interamente a lei. E se non esiste già (anzi, se si tratta di plagio, fatemi sapere 🙂 )  lo battezzo Crumble Dania. Il risultato è quasi ottimo,il dolce lievemente acidulo  della composta al mango e lime, profumata dal cardamomo, la burrosità della papaya grigliata e leggermente caramellata compensano bene la rotondità del philadelphia rinfrescato da un trito di foglie di menta. Il crumble insieme al croccante ai pistacchi aggiunge un tocco di croccantezza  che è proprio quel qualcosa in più per completare il piatto. Oltretutto è anche un dolce di facile esecuzione. Iniziamo con ordine. La dose è per 4 coppette.

Per la composta di Mango e cardamomo

2 mango (oddio, si fa il plurale?? ) maturi

2 cucchiai di zucchero di canna

4 capsule di cardamomo

mezzo bicchiere d’acqua

 

Sbucciate il mango e tagliatelo a dadini. Mettete in un pentolino con l’acqua, lo zucchero e i semi estratti dal  cardamomo. Fate cuocere per 10-15 minuti finchè la frutta avrà iniziato a disfarsi. Se dovesse asciugarsi troppo, aggiungete dell’altra acqua a cucchiaiate. Fate raffreddare. Non deve venire come una marmellata, la frutta dovrà si cuocersi, ma dovrà mantenere una certa tenacia e non dovrà disfarsi completamente in una purea.

Per il crumble

160 gr di farina 00

125 gr di burro a temperatura ambiente

125 gr di zucchero di canna

mezzo baccello di vaniglia

un pizzico di fior di sale

Unite la farina , lo zucchero ed i semini estratti dalla bacca di vaniglia, versateli su un tagliere e unite il burro a pezzetti  , lavorate con la punta delle dita fino ad ottenere un composto sbricioloso. Rivestite una teglia con carta da forno, sbriciolateci sopra questo impasto e cuocete a 175° per 10-15 minuti o finchè sarà dorato.

Per la papaya grigliata

Mezza papaya (la mia era enorme, comunque contate 8 fettine di mezzo centimetro per coppetta)

succo di un lime

2 cucchiai di zucchero di canna

Affettate la papaya sbucciata a fettine spesse mezzo centimetro e tagliate a metà ( o della dimensione che vi serve per metterle negli stampini). Spruzzatela con un pochino di succo di lime e dello zucchero di canna. Grigliatela su una piastra ben calda 2-3 minuti per lato.

Per la crema al philadelphia

300 gr di philadelphia

foglie di menta fresca

scorza grattuggiata di un lime (biologico)

Lavorate il philadelphia con la scorza di lime e le foglioline di menta tritate al coltello.

Croccante al pistacchio

200 gr di zucchero

4 cucchiai d’acqua

100 gr di pistacchi di Bronte

Mettete in un pentolino lo zucchero e l’acqua, accendete il fuoco e fate cuocere senza mai mescolare. Prima si scioglierà, poi prenderà la consistenza del sale, e dopo circa dieci minuti inizierà a caramellare. Quando sarà colorato, unite i pistacchi tritati grossolanamente e versate su un foglio di carta da forno e fate indurire. Quando sarà freddo, tritatelo a coltello oppure al mixer.(Io ho fatto una doppia dose per ottenere le losanghe che ho utilizzato per decorare, basta stendere il caramello ancora morbidio tra due forgli di carta da forno e tagliarlo con un coltello affilato e leggermente unto d’olio)

Comporre il dolce

In una coppetta, bicchiere o quello che più vi piace, sistemate uno strato di fettine di papaya , poi il crumble e il croccante, la composta di mango e un cucchiaino di crema  al philadelphia, poi di nuovo papaya, crumble e croccante, mango, philadelphia… Decorate con un fogliolina di menta, se vi piace, e servite!