Immagine 031Sabato sera avevo degli amici a cena, me la prendo comoda, comodissima, per cucinare, forse un po troppo. Fatto sta che alle 19.30 del soufflé glaceè che volevo preparare non ce n’era ancora neanche l’ombra, e in cucina regnava il caos. Per motivi di spazio e tempo decido di provare ad utilizzare il Bimby per prepararlo (praticamente era l’unica cosa pulita rimasta in cucina…), tanto mio fratello che non sa neanche fare un uovo al tegamino riesce sempre a fare dei piatti deliziosi, figuriamoci se io non riesco ad usarlo. Insomma, ci metto le pesche, e le frullo. Fino a qua ci siamo, una bella purea liscia liscia in un attimo. Bene. Tolgo la purea, la metto in un contenitore, verso la panna nel Bimby. Ricetta come da manuale : 2 minuti velocità 3. Avvio il tutto, i due minuti passano. Apro il Bimby. Disastro. La panna è diventata burro, irrecuperabile. Sono le 19.45 e i miei amici arriveranno a breve. Guardo la purea nel contenitore. Ho scordato di aggiungerci  il succo di limone : si è trasformata in una pappetta marroncina. Imprecazione. Biiip. Biiip. Biiip. Butto tutto e guardo nel cesto della frutta. Solo due mele rinsecchite. In frigo, di frutta neanche l’ombra. Cioccolato, neanche a parlarne. Ricotta, poca, e mi serve per il primo. Quindi, mi dico, partiamo con una frolla, poi mi verrà in mente qualcosa. E faccio la mia ricetta di frolla per tartellette.Messa a punto dopo anni di tratellette con il guscio per i miei gusti troppo croccante (insomma, a me la tartelletta piace tagliarla con la forchettina, sentire il friabile della frolla, non uno STAC quando la tagli,che ti si spacca  tutto in mille pezzi). Questa è  più morbida della frolla normale e non mi delude mai. La stendo sottile per farla freddare prima e la metto in frigo. E mo dentro che ci metto? Apro  la credenza e vedo il riso, e penso a quelle frittelle di riso che prepara mia nonna per il giorno di San Giuseppe. Quindi faccio cuocere il riso nel latte, zucchero e scorza di limone, una spruzzatina di cannella, a cottura ultimata aggiungo le uova, rivesto gli stampini di frolla, riempio con il composto di riso e poi in forno. A cottura ultimata uno strato di zucchero di canna, una caramallizzata veloce con il cannello,  e le ho servite con delle marasche sotto sciroppo che avevo in casa, comprate da Castroni qualche giorno fa. Un successone.  Alla faccia del soufflè glaceé.

 

Per la frolla

460 gr di zucchero a velo NON vanigliato

570 gr di farina 00

230 gr di burro

1 uovo

1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio

fior di sale

buccia grattuggiata di un limone biologico (Oppure i semini di una bacca di vaniglia).

In una ciotola montate il burro con lo zucchero, unite l’uovo, il sale, la buccia del limone ( o la vaniglia), il bicarbonato e poi la farina. Impastate velocemente, formate un panetto, avvolgetelo con della pellicola trasparente e mettete in frigorifero per una notte.

  Per il ripieno di riso

300 gr di riso

500 gr di latte intero

150 gr di zucchero

buccia di un limone biologico

1/2 cucchiaino di cannella

3 uova

un pizzico di sale

Portate ad ebollizione il latte con dentro la scorza del limone e un pizzico di sale, quando bolle versateci il riso e fate cuocere coperto finchè il riso non sarà cotto, poi togliete il coperchio e proseguite la cottura fino a quando il latte sarà stato assorbito completamente. Fate freddare leggermente, unite le uova e lo zucchero.

 Riempite con questo impasto gli stampini foderati di frolla e infornate a 200° per 20 minuti circa, o finchè le vedrete belle dorate.

piesse: tempo permettendo, una volta foderati gli stampini con la frolla, rimetteteli almeno mezz’oretta nel frigo, così non si restringeranno in cottura!

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frollafragolosaMio fratello è un diciannovenne cresciuto a pasta burro e parmigiano, merendine confezionate, 4salti in padella e coca-cola, abituato a sapori plasticosi ed industriali, che disdegna qualunque tipo di cibo si allontani dai suoi standard. Non ha mai voluto assaggiare qualcosa di diverso, nonostante a casa siamo tutti buongustai e prestiamo molta attenzione a cosa mangiamo… Così, anche con i dolci, non ce n’è uno che il signorino si degni di assaggiare. Si limita al profiterol. Poi, l’altro giorno, con mio grande stupore, si affaccia in cucina, e mi dice “Aho, ma te ‘a sai fà ‘a crostata chee fragole?”. Io, convinta di non aver sentito bene gli ripeto “Cosaa??? La crostata con le fragole??? Per te???”. E così, è nato questo dolce per lui, in realtà è comune e molto banale, ho apportato solo piccole modifiche alla solita ricetta frolla-crema-frutta delle torte di frutta. Devo dire che il principino (come lo chiamiamo a csa, per i suoi modi schizzinosi) ha gradito, e sembra anche la sua  fidanzata… quindi, doppia soddisfazione!

frollabretone

Eccovi la ricetta, per uno stampo di 20 cm di diametro.

Per la frolla friabile di Maurizio Santin

500gr di farina

250 gr di burro morbido

140 gr di zucchero semolato fino

3 tuorli

1 uovo intero

2gr di fior di sale

la buccia grattiggiata di un limone non trattato.

 Amalgamare la farina con il sale, la buccia di limone e lo zucchero, unire il burro e impastare con la punta delle dita fino ad ottenere un’impasto sbricioloso. Unire le uova, impastare ancora velocemenet finchè non sarà tutto ben amalgamato. Avvolgere nella pellicola trasparnte e far riposare in frigorifero tutta la notte.

Il giorno successivo stendere la pasta molto sottile (3-4 mm) in due fogli di carta da forno, foderare lo stampo, bucherellare il fondo con una forchetta e mettere in frigorifero per almeno mezz’ora. Cuocere 20 minuti, o finchè bella dorata, in forno a 180° modalità statico. Fare raffreddare.

Per la crema

250 ml di panna fresca liquida

250 ml di latte

50 gr di amido di frumento

4 tuorli

80 gr di zucchero semolato

la buccia di un limone non trattato (snza parte bianca) a listarelle

 

Far bollire il latte con la panna e la buccia di limone, spegnere il fuoco e lasciare in infusione almeno mezz’ora. Filtrare e rimettere a scaldare. In un recipiente montare i tuorli con lo zucchero e l’amido, unire il latte caldo, e amalgamare bene, rimettere nel pentolino e mescolare  (se il pentolino non è di quelli con rivestimento antiaderente, utilizzate la frusta a mano, la crema verra liscissima. Altrimenti utilizzate una spatola in silicone o un cucchiaio di legno, o grattereste via il fondo del pentolino) su fiamma bassissima finchè la crema non sarà bella densa. Fate raffreddare in una ciotola con della pellicola a contatto.

Nel frattempo fate sciogliere con delicatezza a bagnomaria 80 gr di buon cioccolato bianco e affettate 10 grosse fragole.

Comporre la crostata

Spennellate l’interno del guscio di frolla, ormai cotta e raffreddata , con il cioccolato bianco.Mettete in freezer a solidificare per 10-15 minuti. Riempite il guscio con la crema, e posizionate le fragole come nella foto.Una volta posizionate tutte le fragole, spingetele con la punta di un coltello per metà dentro la crema, per ottenere l’effetto della foto. Io l’ho spolverata, per finire, con della polvere di pistacchi. Fidatevi, è sublime!

 

PS Che ve ne pare delle foto?? Sto migliorando?? 🙂

frolla-e-bavareseCapita di andare in Sicilia, e capita di voler comprare la pasta di mandorle e sentirsi dire che “signorina, è ancora in lavorazione, sarà pronta per i primi di Aprile, se la cerca trova quella dell’anno scorso, ma non è buona, le conviene aspettare”. E questa cosa, sinceramente, mi commuove. Ci sono ancora quei produttori che non si sono fatti trascinare dalla macchina del commercio, che non usano mandorle californiane pur di venderti una simil- pasta di mandorle, che tanto tu in fondo che le mandorle non sono siciliane, non lo scopriresti mai. Quel “è ancora in produzione” mi ha fatto capire l’amore e la passione di alcuni venditori, che va oltre il denaro e la “filosofia” di fregare il turista. Quidi, per la mia pasta di mandorle, dovrò aspettare aprile, mentre ora mi ritrovo con una bella scorta di pistacchi di Bronte, e anche della crema di pistacchi, che, detto tra noi, è una cosa deliziosa : me la farei sparare direttamente in vena, ha un saporino deciso ma al tempo stesso delicato ed  un retrogusto di cioccolato bianco… non so quanto durerà il vasetto nel mio frigo, e non so quante ore di tapis roulant dovrò fare per smaltirla, ma sicuramente, ne vale la pena! Così ieri, trovandomi con un bel cestino di fragole (vabbè spagnole, sorvoliamo) e tantissimi pistacchi, ho deciso di sperimentare, facendo delle crostatine alla mousse di pistacchio e fragole, abbinamento quasi scontato, è vero, che ricorda tanto il gelato che tutti prendevamo da bambini ( e dai, ammettetelo, anche voi tra i 4 e gli 8 anni avete mangiato coni e coni alla fragola e pistacchio…). A patto di diminuire la quantità di zucchero nella mousse se usate la crema di pistacchio, ed aumentarla se invece utilizzate la pasta,che non è dolcificata, il risultato è un dolce tutto sommato facile,  con i sapori ben bilanciati, e molto, molto bellino.

Tartellette alla mousse di fragola e pistacchio (una di 20 cm di diametro o 4 da 5)

Per la frolla

500gr di farina

250 gr di burro morbido

140 gr di zucchero semolato fine

3 tuorli

1 uovo intero

2 gr fior di sale

1 bacca di vaniglia

Mescolate la farina e lo zucchero sul piano da lavoro o in una ciotola, unite i semi estratti dalla bacca di vaniglia ed il sale, poi il burro a pezzetti e lavorate il tutto velocemente con la punta delle dita, fino ad ottenere un’impasto sbriciolato. Ora unite le uova, impastate ancora velocemente, formate una palla che avvolgerete con pellicola trasparente e mettete in frigorifero per tutta la notte.

Il giorno successivo preriscaldate il forno a 180° in modalità statico,stendete la psta con il mattarello tra due fogli di carta forno ad una spessore di 3-4 mm e foderate la teglia, o cerchi da crostata o gli stampini per tartellette e bucatene il fondo con una forchetta e rimetteli in frigo per almeno mezz’ora (così non dovrete utilizzare pesetti per cuocerle). Preriscaldate il forno a 180° in modalità statico, infornate le basi di frolla per 20 minuti o finchè non saranno belle dorate.  Sfornatele e fatele raffreddare.

Per la mousse al pistacchio

1 albume

40 gr di zucchero

2 cucchiai di crema di pistacchi oppure 60 gr di pasta di pistacchi

110 gr di panna fresca semimontata

15 gr di panna fresca liquida

3 gr di colla di pesce

Ammollate la gelatina in acqua fredda. Montate a neve l’albume, aggiungendo poco a poco lo zucchero. Scaldate in un pentolino i 15gr di panna liquida, scioglieteci la gelatina e poi la crema, o la pasta, di pistacchi.Fate intiepidire ed unitelo alla panna semimontata mescolando con una spatola dal basso verso l’alto per non smontarlo, poi unite l’albume, sempre facendo attenzione a non smontare il tutto. Fate raffreddare in frigorifero

Mousse alle fragole

100 gr di fragole

125 gr di panna semimontata

1 albume

40 gr di zucchero

5 gr di gelatina

2 cucchiai d’acqua

Tagliate le fragole a pezzettini, fate scaldare in un pentolino 20 gr di zucchero e l’acqua, unite le fragole, fate cuocere 5 minuti, frullate con il frullatore ad immersione e passate al colino per eliminare i semini. Scaldate nuovamente ed unite la gelatina precedentemente ammollata in acqua fredda. Montate l’albume con il rimanente zucchero, unite la purea di fragola e gelatina alla panna semimontata mescolando con una spatola dal basso verso l’alto, unite l’albume facendo sempre attenzione a non smontare il tutto. Mettete in frigo a rassodare.

Quando si saranno rassodate le mousse (almeno un’oretta) trasferitele in due sac-à-poche con la bocchetta liscia e distribitele nei gusci di frolla. Io ho fatto due strati ma potete sbizzarrirvi facendo delle strisce alternate, delle gocce, dei cerchi concentrici… Spolverizzate con dei pistacchi tritati finemente e servite!