Quando si (s)parlava dell’uso del Philadelphia in cucina…

maggio 5, 2009

dessert-daniaTornando al discorso Slow Fish, con la combriccola del cavoletto si parlava (non molto bene in effetti) dell’uso del suddetto formaggio cremoso nelle cucine dei grandi chef, ed anche in quelle di casa. Dania, simpaticissima moglie di Massimo , e voce fuori dal coro, raccontava come nella sua Cuba invece questo formaggio cremoso fosse alla base di tantissimi piatti e golosissimi desserts. La cosa in effetti non mi sorprende,anche  io nonostante ne sparli, la glassa al cream cheese me la farei direttamente in vena. Insomma, la sfida c’era. Usare il famigerato philadelphia e trasformarlo in un piatto che non farebbe storcere il naso a nessuno.E forse ci sono quasi riuscita. Ho preso spunto sempre dai racconti di Dania, infatti questo dolce al cucchiaio  lo dedico interamente a lei. E se non esiste già (anzi, se si tratta di plagio, fatemi sapere🙂 )  lo battezzo Crumble Dania. Il risultato è quasi ottimo,il dolce lievemente acidulo  della composta al mango e lime, profumata dal cardamomo, la burrosità della papaya grigliata e leggermente caramellata compensano bene la rotondità del philadelphia rinfrescato da un trito di foglie di menta. Il crumble insieme al croccante ai pistacchi aggiunge un tocco di croccantezza  che è proprio quel qualcosa in più per completare il piatto. Oltretutto è anche un dolce di facile esecuzione. Iniziamo con ordine. La dose è per 4 coppette.

Per la composta di Mango e cardamomo

2 mango (oddio, si fa il plurale?? ) maturi

2 cucchiai di zucchero di canna

4 capsule di cardamomo

mezzo bicchiere d’acqua

 

Sbucciate il mango e tagliatelo a dadini. Mettete in un pentolino con l’acqua, lo zucchero e i semi estratti dal  cardamomo. Fate cuocere per 10-15 minuti finchè la frutta avrà iniziato a disfarsi. Se dovesse asciugarsi troppo, aggiungete dell’altra acqua a cucchiaiate. Fate raffreddare. Non deve venire come una marmellata, la frutta dovrà si cuocersi, ma dovrà mantenere una certa tenacia e non dovrà disfarsi completamente in una purea.

Per il crumble

160 gr di farina 00

125 gr di burro a temperatura ambiente

125 gr di zucchero di canna

mezzo baccello di vaniglia

un pizzico di fior di sale

Unite la farina , lo zucchero ed i semini estratti dalla bacca di vaniglia, versateli su un tagliere e unite il burro a pezzetti  , lavorate con la punta delle dita fino ad ottenere un composto sbricioloso. Rivestite una teglia con carta da forno, sbriciolateci sopra questo impasto e cuocete a 175° per 10-15 minuti o finchè sarà dorato.

Per la papaya grigliata

Mezza papaya (la mia era enorme, comunque contate 8 fettine di mezzo centimetro per coppetta)

succo di un lime

2 cucchiai di zucchero di canna

Affettate la papaya sbucciata a fettine spesse mezzo centimetro e tagliate a metà ( o della dimensione che vi serve per metterle negli stampini). Spruzzatela con un pochino di succo di lime e dello zucchero di canna. Grigliatela su una piastra ben calda 2-3 minuti per lato.

Per la crema al philadelphia

300 gr di philadelphia

foglie di menta fresca

scorza grattuggiata di un lime (biologico)

Lavorate il philadelphia con la scorza di lime e le foglioline di menta tritate al coltello.

Croccante al pistacchio

200 gr di zucchero

4 cucchiai d’acqua

100 gr di pistacchi di Bronte

Mettete in un pentolino lo zucchero e l’acqua, accendete il fuoco e fate cuocere senza mai mescolare. Prima si scioglierà, poi prenderà la consistenza del sale, e dopo circa dieci minuti inizierà a caramellare. Quando sarà colorato, unite i pistacchi tritati grossolanamente e versate su un foglio di carta da forno e fate indurire. Quando sarà freddo, tritatelo a coltello oppure al mixer.(Io ho fatto una doppia dose per ottenere le losanghe che ho utilizzato per decorare, basta stendere il caramello ancora morbidio tra due forgli di carta da forno e tagliarlo con un coltello affilato e leggermente unto d’olio)

Comporre il dolce

In una coppetta, bicchiere o quello che più vi piace, sistemate uno strato di fettine di papaya , poi il crumble e il croccante, la composta di mango e un cucchiaino di crema  al philadelphia, poi di nuovo papaya, crumble e croccante, mango, philadelphia… Decorate con un fogliolina di menta, se vi piace, e servite!

6 Responses to “Quando si (s)parlava dell’uso del Philadelphia in cucina…”

  1. bucanero Says:

    bello, bellissimo…bicchiere, io userei il bicchiere…

  2. fashionableaddicted Says:

    @bucanero Si hai ragione… Non so come mi è venuto di metterli negli stampini da soufflé. In effetti perde molto, poi i colori sono così belli che è un peccato coprirli.

  3. bucanero Says:

    Ehii, ma Dania mi ha detto che era meglio farne uno con la papaya ed uno con il mango…

  4. fashionableaddicted Says:

    A dire la verità a me piaceva proprio l’accostamento delle due cose, sopratutto per una questione di consistenze. Ma , in effetti, il sapore della papaya si perde un pochino accostandola al mango e cardamomo, sopratutto quelle vendute da noi, che sono mooooooooolto delicate🙂

  5. Tibia Says:

    … il mango lo adoro… questa ricetta me la segno, sembra davvero interessante🙂


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