riso-taleggio

Ieri era una domenica uggiosa, ideale per coccolarsi con un bel risotto ricco e cremoso, approfittando ancora un pochino di queste ultime giornate simil-invernali. Adoro i risotti, permettono di sbizzarrirsi con tutte le combinazioni di ingredienti possibili ed immaginabili, e tra i piatti salati sono il mio cavallo di battaglia. Purtroppo con le dosi, siccome vado ad occhio, potrò solo essere approssimativa, ma dal prossimo, prometto che peserò tutti gli ingredienti. Provatelo anche con della provola o della ricotta affumicate , al posto del taleggio. Non riesco a decidere quale versione sia più buona!! 🙂

Risotto con radicchio trevigiano , salsiccia e taleggio per due persone

Mettete a bollire una pentola d’acqua con del sale. In un tegame dai bordi alti fate soffriggere un pezzetto di cipolla tritata fine fine con 5-6 cucchiai d’olio, aggiungete una salsciccia macinata estratta dal budello e fatta a pezzettini, fate cuocere un minuto a fuoco dolce, poi aggiungete la parte rossa e poca parte bianca di un cespo di radicchio affettata sottilmente e tre-4 pugnetti di riso. Sfumate con del vino bianco, poi coprite con acqua bollente e mettete il coperchio. Fate cuocere a fuoco lento. Quando il risotto avrà assorbito l’acqua, aggiungetene ancora, finchè non sarà cotto. Quando è cotto, mantecatelo aggiungendo una generosa noce di burro e due-tre cucchiai di parmigiano reggiano, poi aggiungete dei cubetti di taleggio, tanti quanto volete formaggioso il vostro risotto, e qualche ago di rosmarino. Togliete dal fuoco, rimettete il coperchio, fate riposare un paio di minuti, e impiattate! Buonissimo.

Annunci

pane-e-fragolePer pranzo non avevo voglia di qualcosa di cucinato, e non capivo neanche se avessi voglia di dolce e di salato, quindi, essendomi pervenute delle belle fragole di terracina e avendo in casa del caprino e del pane cotto a legna, mi sono preparata questo spuntino…buonissimo, credo che entrerà nella top ten dei miei pranzi veloci preferiti! In pratica spalmate una fetta di pane casareccio con del caprino fresco, adagiateci sopra qualche fettina di fragola e completate con un filino di miele di castagno. Pronto!

Birthday girl cupcakes

marzo 29, 2009

cupcake

 

Questi cupcakes sono stati fatti in occasione del compleanno della mia cara amica Rita, golosona incorreggibile, nonchè pozzo senza fondo. La ragazza è in grado di ingerire quantità impressionanti di cibo, e predilige i cibi america-style. Calorici ed elaborati. Questi cupcakes quindi sono tutti dedicati a lei. Una base morbidissima e cioccolaosa ed una glassa al cream cheese goduriosissima.

Per 12 cupcakes di 5 cm di diametro alla base

60gr di cioccolato fondente

40gr d’acqua

90gr di burro morbido

2 cucchiai di cacao amaro

2 uova

100gr di farina autolievitante

2gr di fior di sale

In un pentolino fate scaldare l’acqua, quando bolle toglietela dal fuoco, versateci il cioccolato e fatelo sciogliere. In un recipiente sbattete il burro con lo zucchero e le uova montandoli leggermente, unite il cioccolato sciolto nell’acqua, il cacao e la farina fatti cadere da un setaccio. Sistemate negli stampini riempendoli per 3/4 e cuocete in forno preriscaldato a 170° in modalità statica per 25 minuti. Sfornateli e fateli freddare completamente.

Per la glassa

230gr di cream cheese (quello di Kaori per intenderci…)

230gr di zucchero a velo

60 gr di burro morbido di ottima qualità

1 cucchiaino di estratto di vaniglia

Montate per qualche minuto il cream cheese con lo zucchero a velo, unite il burro e montate ancora. Trasferite la crema ottenuta in un sac-à-poche e ricoprite i cupcakes. Decorate con le codette di zucchero o un frutto rosso. Conservateli in frigorifero e tirateli fuori una mezz’ora prima di servirli.

Ps Questa glassa può essere colorata con del colorante per alimenti in gel.

frollafragolosaMio fratello è un diciannovenne cresciuto a pasta burro e parmigiano, merendine confezionate, 4salti in padella e coca-cola, abituato a sapori plasticosi ed industriali, che disdegna qualunque tipo di cibo si allontani dai suoi standard. Non ha mai voluto assaggiare qualcosa di diverso, nonostante a casa siamo tutti buongustai e prestiamo molta attenzione a cosa mangiamo… Così, anche con i dolci, non ce n’è uno che il signorino si degni di assaggiare. Si limita al profiterol. Poi, l’altro giorno, con mio grande stupore, si affaccia in cucina, e mi dice “Aho, ma te ‘a sai fà ‘a crostata chee fragole?”. Io, convinta di non aver sentito bene gli ripeto “Cosaa??? La crostata con le fragole??? Per te???”. E così, è nato questo dolce per lui, in realtà è comune e molto banale, ho apportato solo piccole modifiche alla solita ricetta frolla-crema-frutta delle torte di frutta. Devo dire che il principino (come lo chiamiamo a csa, per i suoi modi schizzinosi) ha gradito, e sembra anche la sua  fidanzata… quindi, doppia soddisfazione!

frollabretone

Eccovi la ricetta, per uno stampo di 20 cm di diametro.

Per la frolla friabile di Maurizio Santin

500gr di farina

250 gr di burro morbido

140 gr di zucchero semolato fino

3 tuorli

1 uovo intero

2gr di fior di sale

la buccia grattiggiata di un limone non trattato.

 Amalgamare la farina con il sale, la buccia di limone e lo zucchero, unire il burro e impastare con la punta delle dita fino ad ottenere un’impasto sbricioloso. Unire le uova, impastare ancora velocemenet finchè non sarà tutto ben amalgamato. Avvolgere nella pellicola trasparnte e far riposare in frigorifero tutta la notte.

Il giorno successivo stendere la pasta molto sottile (3-4 mm) in due fogli di carta da forno, foderare lo stampo, bucherellare il fondo con una forchetta e mettere in frigorifero per almeno mezz’ora. Cuocere 20 minuti, o finchè bella dorata, in forno a 180° modalità statico. Fare raffreddare.

Per la crema

250 ml di panna fresca liquida

250 ml di latte

50 gr di amido di frumento

4 tuorli

80 gr di zucchero semolato

la buccia di un limone non trattato (snza parte bianca) a listarelle

 

Far bollire il latte con la panna e la buccia di limone, spegnere il fuoco e lasciare in infusione almeno mezz’ora. Filtrare e rimettere a scaldare. In un recipiente montare i tuorli con lo zucchero e l’amido, unire il latte caldo, e amalgamare bene, rimettere nel pentolino e mescolare  (se il pentolino non è di quelli con rivestimento antiaderente, utilizzate la frusta a mano, la crema verra liscissima. Altrimenti utilizzate una spatola in silicone o un cucchiaio di legno, o grattereste via il fondo del pentolino) su fiamma bassissima finchè la crema non sarà bella densa. Fate raffreddare in una ciotola con della pellicola a contatto.

Nel frattempo fate sciogliere con delicatezza a bagnomaria 80 gr di buon cioccolato bianco e affettate 10 grosse fragole.

Comporre la crostata

Spennellate l’interno del guscio di frolla, ormai cotta e raffreddata , con il cioccolato bianco.Mettete in freezer a solidificare per 10-15 minuti. Riempite il guscio con la crema, e posizionate le fragole come nella foto.Una volta posizionate tutte le fragole, spingetele con la punta di un coltello per metà dentro la crema, per ottenere l’effetto della foto. Io l’ho spolverata, per finire, con della polvere di pistacchi. Fidatevi, è sublime!

 

PS Che ve ne pare delle foto?? Sto migliorando?? 🙂

frolla-e-bavareseCapita di andare in Sicilia, e capita di voler comprare la pasta di mandorle e sentirsi dire che “signorina, è ancora in lavorazione, sarà pronta per i primi di Aprile, se la cerca trova quella dell’anno scorso, ma non è buona, le conviene aspettare”. E questa cosa, sinceramente, mi commuove. Ci sono ancora quei produttori che non si sono fatti trascinare dalla macchina del commercio, che non usano mandorle californiane pur di venderti una simil- pasta di mandorle, che tanto tu in fondo che le mandorle non sono siciliane, non lo scopriresti mai. Quel “è ancora in produzione” mi ha fatto capire l’amore e la passione di alcuni venditori, che va oltre il denaro e la “filosofia” di fregare il turista. Quidi, per la mia pasta di mandorle, dovrò aspettare aprile, mentre ora mi ritrovo con una bella scorta di pistacchi di Bronte, e anche della crema di pistacchi, che, detto tra noi, è una cosa deliziosa : me la farei sparare direttamente in vena, ha un saporino deciso ma al tempo stesso delicato ed  un retrogusto di cioccolato bianco… non so quanto durerà il vasetto nel mio frigo, e non so quante ore di tapis roulant dovrò fare per smaltirla, ma sicuramente, ne vale la pena! Così ieri, trovandomi con un bel cestino di fragole (vabbè spagnole, sorvoliamo) e tantissimi pistacchi, ho deciso di sperimentare, facendo delle crostatine alla mousse di pistacchio e fragole, abbinamento quasi scontato, è vero, che ricorda tanto il gelato che tutti prendevamo da bambini ( e dai, ammettetelo, anche voi tra i 4 e gli 8 anni avete mangiato coni e coni alla fragola e pistacchio…). A patto di diminuire la quantità di zucchero nella mousse se usate la crema di pistacchio, ed aumentarla se invece utilizzate la pasta,che non è dolcificata, il risultato è un dolce tutto sommato facile,  con i sapori ben bilanciati, e molto, molto bellino.

Tartellette alla mousse di fragola e pistacchio (una di 20 cm di diametro o 4 da 5)

Per la frolla

500gr di farina

250 gr di burro morbido

140 gr di zucchero semolato fine

3 tuorli

1 uovo intero

2 gr fior di sale

1 bacca di vaniglia

Mescolate la farina e lo zucchero sul piano da lavoro o in una ciotola, unite i semi estratti dalla bacca di vaniglia ed il sale, poi il burro a pezzetti e lavorate il tutto velocemente con la punta delle dita, fino ad ottenere un’impasto sbriciolato. Ora unite le uova, impastate ancora velocemente, formate una palla che avvolgerete con pellicola trasparente e mettete in frigorifero per tutta la notte.

Il giorno successivo preriscaldate il forno a 180° in modalità statico,stendete la psta con il mattarello tra due fogli di carta forno ad una spessore di 3-4 mm e foderate la teglia, o cerchi da crostata o gli stampini per tartellette e bucatene il fondo con una forchetta e rimetteli in frigo per almeno mezz’ora (così non dovrete utilizzare pesetti per cuocerle). Preriscaldate il forno a 180° in modalità statico, infornate le basi di frolla per 20 minuti o finchè non saranno belle dorate.  Sfornatele e fatele raffreddare.

Per la mousse al pistacchio

1 albume

40 gr di zucchero

2 cucchiai di crema di pistacchi oppure 60 gr di pasta di pistacchi

110 gr di panna fresca semimontata

15 gr di panna fresca liquida

3 gr di colla di pesce

Ammollate la gelatina in acqua fredda. Montate a neve l’albume, aggiungendo poco a poco lo zucchero. Scaldate in un pentolino i 15gr di panna liquida, scioglieteci la gelatina e poi la crema, o la pasta, di pistacchi.Fate intiepidire ed unitelo alla panna semimontata mescolando con una spatola dal basso verso l’alto per non smontarlo, poi unite l’albume, sempre facendo attenzione a non smontare il tutto. Fate raffreddare in frigorifero

Mousse alle fragole

100 gr di fragole

125 gr di panna semimontata

1 albume

40 gr di zucchero

5 gr di gelatina

2 cucchiai d’acqua

Tagliate le fragole a pezzettini, fate scaldare in un pentolino 20 gr di zucchero e l’acqua, unite le fragole, fate cuocere 5 minuti, frullate con il frullatore ad immersione e passate al colino per eliminare i semini. Scaldate nuovamente ed unite la gelatina precedentemente ammollata in acqua fredda. Montate l’albume con il rimanente zucchero, unite la purea di fragola e gelatina alla panna semimontata mescolando con una spatola dal basso verso l’alto, unite l’albume facendo sempre attenzione a non smontare il tutto. Mettete in frigo a rassodare.

Quando si saranno rassodate le mousse (almeno un’oretta) trasferitele in due sac-à-poche con la bocchetta liscia e distribitele nei gusci di frolla. Io ho fatto due strati ma potete sbizzarrirvi facendo delle strisce alternate, delle gocce, dei cerchi concentrici… Spolverizzate con dei pistacchi tritati finemente e servite!

piancavallo-3072

Vi prego, non servite le patatine con un buon bicchiere di prosecco !! Il prosecco in questione, senza fare pubblicità, era un’edizione limitata di una nota casa nordica fermentato in bottiglia, creato per festeggiare l’anniversario della fondazione della ditta. Aspetto leggermente torbido, dovuto alla fermentazione naturale in bottiglia, sapore deciso, fresco e piacevolmente amarognolo…Perfetto con questi fingerfoodini! La scusa erano due ospiti per l’aperitivo sabato.I biscottini al caprino, quelli con sopra i puntini neri per capirci (che poi sarebbe sale nero delle hawaii) sono del cavoletto e per rispetto nei suoi confronti vi linko la ricetta, non è mia, è sua, e come me, la prendete là anche voi, http://www.cavolettodibruxelles.it/2007/07/nero-come-il-sale-delle-hawai ,  sono buonissimi, uno tira l’altro…. mentre per i bignè, presi dal gambero rosso, ma sempre firmati cavoletto, si tratta di bignè in pasta choux cosparsi di granelle di mandorle(scusa Sigrid, ma non avevo i pistacchi 🙂 ),farciti con una mousse di mortadella e ricotta di bufala. Con l’impasto avanzato dei biscottini, ho voluto fare la sparona e fare una doppia dose…(della serie  e mo che ci faccio con tutto st’impasto al caprino??) ho foderato degli stampi per tartelletta, cotti in bianco(carta forno e pesetti sempre, non scordatevelo, poi senza gli ultimi 5 minuti) e farciti con una cremina ottenuta con ricotta di bufala, acciughe e capperi, e sopra un pomodorino, un giro d’olio d’oliva e del fior di sale. Gli ultimi invece, dei semplicissimi crostini con pane alle noci tostato, caprino fresco lavorato a quenelle o spalmato e un filo di miele fatto scaldare con del rosmarino. Eravamo in quattro, e fidatevi, non è avanzato nulla!!

piancavallo-314

Questa torta è un’esperimento per quella che sarà la torta per il cinquantesimo compleanno di mia madre. E’ un semplice pan di spagna, farcito con uno strato di crema pasticciera alla rosa, e uno di crema chantilly alla rosa, ricoperta di panna montata non dolcificata, una banda di cioccolato bianco, trucioli di cioccolato bianco e rose (fatte da me, sisi ne vado orgogliosa) in fondente di zucchero. Il risultato finale è una tortina profumatissima, ma forse troppo particolare per una festa con tante persone, troppo inusuale. Quindi credo che alla festa di mia madre ne farò una più semplice, che possa piacere a tutti. Se invece non vi dispiacciono le cose più particolari… provatela, perchè è buonissima!! Il pan di spagna è lo stesso della mimosa di un paio di post fa, così come la ricetta della crema, con l’unica differenza che ho fatto bollire il latte, messo in infusione fino a raffreddamento con una manciata di boccioli di rosa da infusione, filtrato, fatto scaldare nuovamente ed utilizzato per la crema. A fine cottura ho fatto freddare la crema e aggiungo una punta di colorante in gel rosso.  Metà crema l’ho unita a della panna montata. Per la banda di cioccolato fate fondere a bagnomaria del cioccolato bianco, stendetene uno strato su una striscia di acetato lunga quanto il perimetro della torta e mettetelo in frigo a rassodare finchè sarà rappreso ma malleabile, avvolgetela intorno alla torta e fate freddare ancora in frigorifero almeno una ventina di minuti. Dopodichè “spellate” il foglio di acetato. I trucioli di cioccolato sono ottenuti con un pelapatate scaldato sotto l’acqua tiepida direttamente dalla tavoletta di cioccolato bianco.

Per la pasta di zucchero invece vi serviranno :

30ml acqua

5 gr di gelatina

 50 gr di glucosio

 450 gr  di zucchero a velo ben setacciato

Mettete la gelatina a bagno nell’acqua. Una volta che la gelatina si sarà ammorbidita (nel caso della gelatina in fogli) o avrà assorbito tutto il liquido (nel caso di quella in polvere), accendete il fuoco sotto il pentolino ed aggiungete il glucosio.
Portate il tutto (fuoco bassissimo altrimenti la rovina è assicurata) allo stato liquido liquido (come l’acqua).  State attenti.  Se il prodotto bolle dovete buttare via tutto.
Versare il liquido dentro il robot (impastratrice o quello che volete) dove già ci sarà lo zucchero a velo ben setacciato.Lavorate, aggiungendo nel caso un po’ di acqua (a un cucchiaino per volta): la ricetta è abbastanza libera, aggiustate di zucchero a velo e/o acqua in modo da ottenere una pasta più morbida di quella per le tagliatelle. Coloratela a picere con del colorante in gel e modellatela come un pongo per ottenere le decorazioni desiderate. Questa pasta di zucchero è ottima anche per rivestire completamente un dolce, ma quello sarà l’argomento di un prossimo post 🙂

Bellina, no?

Ps Io ho fatto una mini tortina, utilizzando metà dose di ogni ricetta!